giovedì 25 dicembre 2014

Custodi del Natale

Natale è la festa dell'accoglienza. Di chi è venuto per salvarci secondo noi i cattolici.

Ci sono alcune persone che fanno questo tutti i giorni: ascoltano, aiutano e darebbero tutto per noi.

Per ognuno pochi...ma fondamentali.
Un tesoro che rende ogni giorno Natale.
Grazie al mio tesoro

Buon Natale a tutti

lunedì 1 dicembre 2014

Viaggio nel mondo della burocrazia

Un'analisi semplicemente fantastica e precisa esposta in modo leggero e divertente...
ma fa (e DEVE far) pensare

martedì 18 novembre 2014

Il tarlo 2.0


“È mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle. Cinque ore, dalle otto alle tredici. M’accade quasi sempre di trovarmi in cattiva compagnia. Non so perché, di solito accorre a queste mie udienze la gente più scontenta del mondo, o afflitta da strani mali, o ingarbugliata in speciosissimi casi, con la quale è veramente una pena trattare. Io ascolto tutti con sopportazione; li interrogo con buona grazia; prendo nota de’ nomi e delle condizioni di ciascuno; tengo conto de’ loro sentimenti e delle loro aspirazioni. Ma bisogna anche aggiungere che per mia disgrazia non sono di facile contentatura. Sopportazione, buona grazia, sì; ma esser gabbato non mi piace. E voglio penetrare in fondo al loro animo con lunga e sottile indagine”
Luigi Pirandello  "La tragedia di un personaggio"



Il mago del rapporto autore/personaggio è sicuramente Pirandello. In questo suo lavoro l'autonomia del personaggio dall'autore arriva alla sua massima espressione: il dissidio tra la fantasia creatrice dello scrittore e la testardaggine del personaggio, che dopo essere stato forgiato, reclama la sua indipendenza è eccezionalmente marcato.
A me è successa una cosa particolare: ho avuto il piacere di conoscere il protagonista di un libro...anzi, a dir la verità ci gioco e mi ci alleno insieme tutti  i giorni da qualche mese a questa parte: sto parlando di Giacomo Sintini, autore e protagonista del libro  “Forza e coraggio”. Prima di iniziare a scrivere questo post mi son chiesto: chissà se Pirandello sarà invidioso??....in realtà non credo: lui creava i personaggi con cui parlava nelle sue opere!! Ma non voglio dilungarmi: vi consiglio di leggere questo libro. Qui di seguito vi riporto la recensione che ho scritto su aNobii(l'altro soggetto di questo post), il social network dedicato ai libri:



“Voi sapete dov’ero un anno fa: credevo che non sarei neanche riuscito a sopravvivere. Adesso sono campione d’Italia. Non voglio sembrare melodrammatico, però lo dico a tutte le persone ammalate di cancro: non perdete mai la speranza, perché il sole può tornare a splendere! Io l’ho visto, ce l’ho fatta, e io non sono nessuno, sono una persona normale”.
E' Giacomo Sintini che parla e si racconta. Nel libro c'è la sua storia. L’amore per Alessia e la loro bambina. La famiglia e la pallavolo. E' una storia come altre. Ma in un momento cambia tutto...crolla tutto! Abituato ad essere un protagonista dello sport, sempre sotto i riflettori, Jack si ritrova nel buio totale: “da solo, lo confesso a me stesso, scandisco mentalmente la parola: tu-mo-re. È un dolore cupo, profondo. È nascosto, in un punto dove i miei occhi non possono arrivare".
Nel buio, sempre nel buio, comincia una lotta dura: sedici mesi di cure, sette cicli di chemioterapia e l’autotrapianto di midollo osseo. Intorno a lui c’è molto amore, quello della moglie Alessia, della piccola Carolina e dei suoi genitori. Prega molto, Giacomo, e spera, con tutto il cuore, di guarire per poi ricominciare a giocare”. Nel buio ma mai da solo. Si stupisce dello sguardo della gente che lo guarda perché pelato, senza sopracciglia e con la mascherina. “Mi piacerebbe che in giro ci fosse meno ignoranza. Chi va in giro senza capelli dovrebbe essere visto come un guerriero, non come un morto che cammina”. Un lotta difficile ma che si può vincere. “Non era scontato che riuscissimo a non cadere nella disperazione. La disperazione è la completa assenza di speranza. Facendola entrare avremmo visto le vie d'uscita non come delle occasioni ma come delle condanne. C'è una bella differenza tra limitarsi a vedere il problema e rimboccarsi le maniche alla ricerca di una soluzione”.
 Un racconto di sport e di vita in cui Jack si mette a nudo e, senza paure e senza freni, ci conduce per mano attraverso la sua storia, spiegandoci come il lieto fine non sia un'utopia ma solo “l'opportunità di provarci ancora”. Un'opportunità per la quale dobbiamo lottare quotidianamente con “forza e coraggio”. Attenti a questo libro lettori perché non è una semplice biografia: è un'arma! Un'arma che Jack ci regala per combattere questa battaglia. Un'arma da usare e riusare, da leggere e rileggere quando non vediamo più il sole e la speranza. Un'arma fondamentale per comprendere la bellezza della vita. Un'arma che ci sprona ad affrontare le difficoltà positivamente e con lo spirito giusto, anche quando queste sembrano insormontabili. 
Io  ;-P

Come vi ho anticipato aNobii è un social network dedicato ai libri, ed è di proprietà del gruppo ArnoldoMondadori Editore. Chi si iscrive può crearsi una propria libreria attraverso i codici ISBN o un motore di ricerca interno, e condividere recensioni, commenti, votazioni, dati sull'acquisto e sulla lettura, liste dei desideri e suggerimenti con altri utenti, direttamente o attraverso gruppi. Attraverso questo socialnetwork possono essere effettuati anche lo scambio e la vendita di libri.
Greg Sung, l'ideatore, lo ha creato nell'agosto 2006 a Hong Kong, ma ormai è diffuso in 13 lingue diverse, tra cui l'italiano, e classifica oltre 43 milioni di libri. E' un'idea molto semplice che permette un facile cambio di informazioni e impressioni e facilita la divulgazione di libri nuovi e la conoscenza di libri già esistenti che a noi non sono ancora noti ma che possono rientrare nei nostri gusti.
Personalmente credo sia il più interessante tra i social che ho avuto modo di frequentare nella mia piccola vita 2.0. Esempi di recensioni "fatte in casa"come quella che vi ho proposto credo siano molto utili per almeno un paio di ragioni:
- chi scrive è più obiettivo perché non deve vendervi il prodotto
- conoscendo l'utente(tramite i titoli della sua libreria online)potrete scovare novità da persone con gli stessi vostri gusti letterari.



 Un'ultima curiosità: il nome aNobii deriva dal nome dell’Anobium punctatum, il "tarlo della carta". Con questo nomignolo nei paesi anglosassoni si indica chi passa molto tempo sui libri.

Questa volta non voglio usare le mie parole per chiudere questo post sui libri perché meglio di quanto segue non posso ne potrò mai:

“ [i libri] Ora questi, ora quelli io interrogo, ed essi mi rispondono, e per me cantano e parlano; e chi mi svela i segreti della natura, chi mi dà ottimi consigli per la vita e per la morte, chi narra le sue e le altrui chiare imprese, richiamandomi alla mente le antiche età. E v'è chi con festose parole allontana da me la tristezza e scherzando riconduce il riso sulle mie labbra; altri m'insegnano a sopportar tutto, a non desiderar nulla, a conoscer me stesso, maestri di pace, di guerra, d'agricoltura, d'eloquenza, di navigazione; essi mi sollevano quando sono abbattuto dalla sventura, mi frenano quando insuperbisco nella felicità, e mi ricordano che tutto ha un fine, che i giorni corron veloci e che la vita fugge. E di tanti doni, piccolo è il premio che mi chiedono: di aver libero accesso alla mia casa e di viver con me, dacché la nemica fortuna ha lasciato loro nel mondo rari rifugi e pochi e pavidi amici.” 
Francesco Petrarca “Rime”

Viva i libri!!!

sabato 11 ottobre 2014

Lezione sui logaritmi: è difficile essere semplici Relatore prof. Gunny Highway



«È difficile definire il coraggio. Avere coraggio significa non aver paura, ma anche agire con coscienza civica rispettando il senso della priorità ed utilizzando la capacità di analisi. Oggi, in Italia, tutti possono avere successo in qualsiasi campo, basta avere coraggio. Stiamo consegnando ai giovani un paese in uno stato pietoso e, paradossalmente, in questo scenario così disastroso, i giovani posso solo risalire e devono essere capaci di risolvere i problemi da soli, senza aspettare che vengano risolti da chi, negli ultimi trent’anni, li ha creati. I paesi in crisi si riconoscono perché sono quelli nei quali nessuno cambia idea, anche se sbagliata, dove tutti si credono innocenti. Bisogna guardare agli Usa, leader assoluto nel mondo, dove il segreto sta nell’iniziare ogni pensiero con il “maybe”. Il coraggio è in via d’estinzione e per questo ho deciso di parlare(...). Il segreto è riuscire a gestire i contrasti apparenti mettendo insieme valori che a prima vista sembrano contrastanti, come l’informalità e l’autorevolezza, l’autoironia ed il senso dell’orgoglio, l’onestà e la furbizia».
(...)“It’s difficult to be simple”...”

Dall'intervento di Oscar Farinetti (fondatore di Eataly) durante la seconda giornata di incontri di RistorExpo 2014 “In cibo veritas” 


Lo so, lo so...me lo sarei chiesto anch'io: ma allora il titolo del post cosa c'entra?!? C'entra c'entra....questo incipit serviva solo a ricordarvi nel corso della lettura qual è il vero argomento del discorso! Ma iniziamo senza altri indugi a parlare di logaritmi con il seguente video:



Più seriamente, i logaritmi furono scoperti da uno scozzese di nobile famiglia vissuto a cavallo fra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo in pieno scisma anglicano: tale John Napier...Nepero per gli amici.
Nepero arrivò ai logaritmi notando una sorprendente corrispondenza fra i termini di alcune progressioni numeriche. Un esempio:
 0, 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16 
1, 4, 16, 64, 256, 1.024, 4.096, 16.384, 65.536. 

Le progressioni numeriche sono successioni di numeri ordinati secondo una determinata legge.
La prima serie di numeri che ho scritto è caratterizzata dal fatto che ciascun termine si ottiene aggiungendo 2 al precedente. La seconda serie dal fatto che ciascun termine si ottiene dal precedente moltiplicandolo per 4. In generale tutte le cifre di ogni serie sono collegate tra loro. Se, ad esempio, prendessimo due termini qualsiasi della prima progressione, ad esempio il 4 e il 12, sistemati rispettivamente al 3° e al 7° posto e li sommassimo, otterremmo 16, un numero che occupa il 9° posto della serie. Se considerassimo i termini che nella seconda progressione si trovano sistemati anch’essi al 3° e al 7° posto, cioè il 16 e il 4.096 e li moltiplicassimo, otterremmo un numero, 65.536, che occupa lo stesso posto, il nono, che nella prima progressione occupava la somma.
A che servono tutti questi calcoli?? A spiegare l'intuizione di Nepero: le operazioni di moltiplicazione e di divisione più difficili da eseguire, possono essere sostituite da quelle di addizione e sottrazione che concettualmente sono più facili. I logaritmi servono proprio questo: semplificare i calcoli. Rendere semplice una cosa che apparentemente sembra complessa.

Per farlo dobbiamo prima riscrivere la progressione utilizzata sopra in modo diverso. Secondo la  definizione: “Il logaritmo di un numero in una certa base è l’esponente a cui bisogna innalzare la base per ottenere il numero stesso”. Ad esempio, il logaritmo di 100 in base 10 è 2 perché 10² fa 100. In simboli questo logaritmo si scriverebbe nel modo seguente: log10100 = 2.
Ma non soffermiamoci oltre sulla teoria matematica...anche perché il discorso sarebbe molto più lungo e io non ho le capacità per affrontarlo nel modo giusto.

Prima lo scozzese Nepero, e successivamente l’inglese Briggs fecero la fatica di calcolare i logaritmi di molti numeri. Perciò i logaritmi furono utilizzati originariamente per semplificare i calcoli numerici. Ovviamente il vantaggio di un tale procedimento sarà tanto maggiore quanto più complicati saranno i calcoli.

Insegnamento per noi??

il problema può esser grande quanto vi pare, ma una soluzione c'è sempre e forse è anche più semplice di quello che pensiamo
Myself, in questo momento

Attenzione però:

“per ogni problema complesso c'è sempre una soluzione semplice.
Che è sbagliata”
G.B. Shaw

E qui riprendiamo il discorso di Facchinetti: ci vogliono coraggio e capacità di analisi. Il coraggio di provare e l'intelligenza di trovare la soluzione migliore o almeno una soluzione possibile. Come insegna il prof. Gunny Highway c'è sempre qualcosa che non va o che potrebbe andare meglio. E state sicuri che è molto più facile che ci vengano fatte notare queste piuttosto  che le cose che vanno e che funzionano: solitamente ciò che è fatto bene è dato per scontato. Questo tipo di pensiero, forse non del tutto sbagliato, ha un difetto enorme: il peso di uno sbaglio diventa enorme e, soprattutto, una situazione di difficoltà ci appare assolutamente insormontabile.

Cito testualmente dalla lezione del “prof”. Sergente dei marines Gunny Highway: improvvisare adattarsi e aggiungere lo scopo.
Date un'occhiata al video...senza soffermarvi troppo su tutti i termini ricercati del prof., ma badando all'essenziale:



Ovviamente ciò presuppone:
- attivismo: chi sta fermo, seduto nella sua posizione, e dice di voler cambiare il mondo o la propria vita senza provare a far nulla non cambierà nulla
- “fare” modifica le situazioni che ci troviamo davanti creando spesso nuovi problemi. Ma la parola “problema” non deve avere obbligatoriamente un'accezione negativa. Un problema è anche e soprattutto uno stimolo a migliorare
- obiettivo: bisogna avere bene in testa quali sono i propri sogni...e chissà che in corso d'opera non cambino e si trasformino in tutt'altro
- curiosità
1. di imparare da chi ha già raggiunto quell'obiettivo,
2. di conoscere se stessi per capire cosa si vuole e superare ogni paura
3. curiosità nell'aprirsi e condividere per esportare e importare esperienze

Curiosità, spirito di iniziativa e coraggio...o per riprendere da dove avevamo iniziato:  coraggio, informalità e autorevolezza, autoironia e senso dell’orgoglio, onestà e furbizia.

Per concludere e sdrammatizzare vi do un consiglio che, esposto come farò io, sembrerà più una barzelletta che un suggerimento...ma non è così.
Voglio solo rimarcare il fatto che il mondo è globalizzato e dobbiamo aprire la nostra mente a questo. La globalizzazione fa sì che anche internet ci possa dare input per risolvere molte situazioni. Alcuni dicono che su internet c'è la soluzione ad ogni problema...a me questo sembra eccessivo, ma effettivamente ci sono ottimi spunti su TUTTI gli argomenti dello scibile umano. E molte persone vi si affidano ciecamente...probabilmente non nel modo migliore...ma d'altronde ognuno ha i suoi problemi e il suo modo di pensare. Vi dimostro subito che online si può trovare risposta ad ogni problema

Dati alla mano. Le cose più assurde cercate con google:

1. Babbo Natale esiste? Cercato 60500 volte al mese
2. Come si vince alla lotteria? Cercato 40500 volte al mese
3. Perché mi sono sposato/o? Cercato 40500 volte al mese
4. Odio il mio lavoro Cercato 22000 volte al mese
5. Perché gli uomini hanno i capezzoli? Cercato 18000 volte al mese
6. Come trovare un amante? Cercato   5400 volte al mese
7. Come uccidere qualcuno e cavarsela? Cercato   1900 volte al mese
8. Come nascondere un cadavere? Cercato    1000  volte al mese
(come si può notare non tutte le informazioni sono giuste visto che in 1900 cercano e soltanto 1000, poco più della metà, raggiunge lo scopo)
9. Come si usa Google? Cercato 1000 volte al mese
(voglio solo ricordarvi che le informazioni son cercate su google...particolare irrilevante)
10. Come far innamorare il mio gatto di me? Cercato 390 volte al mese

E per approfondire ancora un pochino eccovi ora le 22 domande più strane fatte dagli utenti su Yahoo Answers. Preparatevi al peggio…

1) Come si tolgono le macchie di spaghetti dalla roba intima?
2) Pensi che l’uomo riuscirà mai a camminare nel Sole?
3) Come faccio ad essere sicura che sono la vera madre del mio bambino?
4) Quante calorie contiene una caccola?
5) La legge di gravità c’è anche in India?
6) Gli scheletri esistono davvero o è un’invenzione?
7) Perché il mio gatto vibra?
8) The Hunger Games è basato su una storia vera?
9) Se la teoria dell’evoluzione è vera, allora perché i maiali non hanno le ali?
10) Cosa succede se dipingi i tuoi denti di bianco con lo smalto per le unghie?
11) Come faccio a “scuocere” una torta?
12) Pensate che se Michael Jackson non fosse morto oggi sarebbe ancora vivo?
13) Ci sono uccelli in Canada?
14) Ho ingoiato un cubetto di ghiacco intero, e non l’ho espulso? Ho davvero paura, si è incastrato?
15) Come posso cambiare di razza?
16) Esistono autografi di Gesù Cristo?
17) E’ illegale uccidere una formica?
18) Pensate che la NASA ha inventato i temporali per coprire i rumori delle battaglie nello spazio?
19) Buttare i tuoi capelli alla spazzatura è sicuro? Volevo essere sicuro perché in biologia ho studiato che ha il DNA e altre cose, quindi… E’ sicuro?
20) Posso guardare una foto del Sole senza correre rischi?
21) Come posso fare un esperimento per vedere se la mia tartaruga è gay?
22) C’è un incantesimo per diventare una sirena che funzioni davvero?

Come vedete il mondo offre una miriade di problemi e soluzioni.
Scherzi a parte...la scelta è solo nostra: chi vuol fare può fare!!!

“FUTURO: termine con cui indichiamo cose che abbiamo deciso di non sapere ancora. Davvero non le sappiamo? Lo crede solo una piccola parte della nostra psiche, chiamata «mente», minuziosa, nervosa, morbosetta, piena di certezze che chissà perché non vuole abbandonare. La prima di queste piccole certezze è: «io so quello che ho imparato». Ed è infondata. Infatti quando lasciamo una nostra domanda in sospeso (fateci caso, provate) la risposta arriva. Tutti gli interrogativi che riusciamo a esprimere, anche i più audaci, anche i più futuri, sono soltanto esitazioni della mente, che cerca maestri per paura della sapienza.. 

«Gli dissero: Rabbì , dove abiti? E lui dice: Andate un po’ più avanti, e lo vedrete da voi».
(Giovanni 1,38). 

È un passo che si può intendere in tanti modi; io preferisco quello descritto nelle righe qui sopra.”
Igor Sibaldi

mercoledì 24 settembre 2014

Il tonno della Callipo

Oggi interessante visita all'azienda della Callipo. Abbiamo imparato come si lavora il tonno...

ma soprattutto abbiamo capito cosa si intende per qualità

Fenomenali

domenica 7 settembre 2014

Nato sotto una buona stella



"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!" E rise ancora. "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. "T'avrò fatto un brutto scherzo..." E rise ancora. "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

"Il piccolo principe", Antoine de Saint-Exupéry

Per ferragosto ho trascorso un paio di giorni in un rifugio a 1820 s.l.m. Al di là del posto fantastico ho fatto un incontro che mi ha dato da pensare. Tornato da una passeggiata vedo un signore che gira senza meta intorno al rifugio...potrebbe sembrare una cosa da poco, non fosse per il fatto che il rifugio è costruito su una cresta e di conseguenza girarci intorno è molto problematico. Dopo averlo visto inciampare e cadere un paio di volte l'ho lasciato alla sua esplorazione e sono andato a farmi una doccia. Si fa ora di cena e mi avvio a mangiare. Nella sala da pranzo ritrovo i vari ospiti del rifugio e il tipo di prima davanti ad una finestra. Essendo l'unico punto da cui si poteva ammirare un meraviglioso tramonto senza dover uscire, mi sono avvicinato e ho conosciuto quello strano personaggio. Scopro che è venuto fin lassù per poter vedere stelle e pianeti...in particolare Saturno che quella sera era ben visibile. Aveva fatto le passeggiate intorno al rifugio semplicemente per trovare il punto migliore in cui piazzare il telescopio per la notte.

Dopo un bellissimo tramonto e un'ottima cena mi si risveglia la curiosità e perciò decido di sopportare il freddo e uscire a vedere quello che combina il tipo. Sono molto felice di aver fatto quella scelta: ho avuto una lezione molto interessante di astronomia, ho visto Saturno, e ho contato diverse stelle cadenti...infatti era da poco passata la notte di S. Lorenzo.
Ho anche scoperto che la parola “pianeta” deriva dal greco e significa vagabondo(“errante”). E ovviamente anche la mia mente lenta ha incominciato a errare (...chissà se solo nel senso di “vagare” o anche in quello di “sbagliare”...a voi la valutazione!)davanti a quel meraviglioso cielo.

Non so se quel tipo, quella sera o quel cielo mi ha fatto pensare a un paragone semplice quanto profondo che mi ha portato a formulare questo semplice rapporto:

persona importante : persona qualsiasi = cometa : stella cadente

Probabilmente è un paragone che si può fare non solo con le persone ma con mille altre cose.
Tra una cometa e una stella cadente possiamo vedere molto più facilmente e frequentemente una stella cadente...soprattutto in momenti precisi dell'anno. Inoltre se vediamo una stella cadente, per tradizione, esprimiamo un desiderio che si avvererà(a patto di non rivelare a nessuno ciò che abbiamo richiesto)! Ma queste sorprendenti scie luminose che talvolta si possono vedere nel cielo sono solo minuscoli pezzettini di polvere e roccia (meteoroidi).
Facciamo un minimo di indagine scientifica: "questi sassolini cadono dallo spazio nella nostra atmosfera e qui bruciano per attrito. L'effimera traccia di luce della meteoroide che brucia produce quella che viene detta una "meteora". Le meteore vengono chiamate comunemente "stelle cadenti".
Se qualche pezzo del meteoroide sopravvive al bruciamento e raggiunge il suolo terrestre, quello che rimane di lui viene chiamato una meteorite".

Quindi quell'immagine fantastica che ci fa sognare è un semplice "sassetto" che va a fuoco. Tanto bello quanto inutile. Qualcosa che si può paragonare a un piacere fugace, una consolazione momentanea...un palliativo. Ora non voglio  dire non che sia qualcosa di affascinante e oggettivamente bello...però la realtà dei fatti è quella che ho appena descritto.

E la cometa??
I nuclei della cometa sono molto grandi(da qualche centinaia di metri a oltre 50 km) e sono formati da materiali presenti sulla Terra e da composti organici. Purtroppo, però, essendo lontane da noi non riusciamo a vedere le comete con facilità. E forse è una fortuna: se fossero vicine o addirittura ci colpissero vedremmo tutt'altro che una splendida scia luminosa nel cielo...sarebbe la nostra fine. Un'ultima annotazione scientifica: Si pensa che le comete abbiano portato la vita sul nostro pianeta:
“Sette articoli pubblicati sulla rivista Science (Volume 314, Issue 5806, 2006) da un team di scienziati internazionali annunciano la scoperta nei grani di polvere della cometa Wild 2 di lunghe molecole organiche, di ammine precursori di quelle organiche, come il Dna. La sonda Stardust, dopo aver percorso 4,6 miliardi di chilometri in circa sette anni ha catturato un centinaio di grani ognuno piccolo meno di un millimetro. I grani sono stati catturati il 2 gennaio 2004 dalla coda della cometa Wild 2 con una speciale filtro in aerogel, una sostanza porosa dall'aspetto lattiginoso. Gli scienziati autori della scoperta (tra cui Alessandra Rotundi dell'Università Parthenope di Napoli) ritengono che questa scoperta sia la conferma della panspermia, la teoria secondo la quale molecole portate dalle comete siano alla base dell'origine della vita sulla Terra. È una teoria che nacque nei primi anni del Novecento e compatibile con le osservazioni fatte dalla sonda europea Giotto nel 1986 quando si avvicinò alla cometa di Halley.”

Ricapitolando:

Stella cadente ->  apparentemente bella(è un sassolino), facile da trovare, dura un tempo brevissimo, ci consola il fatto che esaudirà una nostra richiesta(ma lo fa sul serio?)

Cometa -> difficilissima da vedere, se la si vede una volta probabilmente la si rivedrà solo dopo un periodo lunghissimo, porta vita, c'è per un tempo molto più lungo della nostra vita, è più grande di noi

E' chiaro il rapporto ora? Per me una persona importante è come una cometa. Anche se non la vedo c'è...e probabilmente(sicuramente) le devo molto!

Un ultimo pensiero che vuol essere un po' più giocoso anche se non sembra. Vi immaginate se i tre magi avessero dovuto seguire una stella cadente invece di una cometa per andare a portare i loro doni a Gesù??? Beh...al di là di improbabili cammelli da corsa, qualcuno lo ha immaginato e addirittura studiato!


Quanto segue è tratto da un divertente quanto professionale articolo pubblicato su www.astrofilibassano.it:

“Se Natale è il compleanno di Gesù, la candelina sulla torta non può che essere la stella cometa. Dal celebrato affresco nella Cappella degli Scrovegni a Padova dipinto da Giotto all'ultimo, rudimentale presepe di casa, l'astro è sicuramente il simbolo dominante del Natale, quello che quasi ruba la scena: guida il cammino dei Re magi, illumina la Sacra Famiglia al riparo nella notte di Betlemme, è al contempo l'oggetto più lontano e distaccato della scena (pur tra mille varianti nella rappresentazione) e quello che più le imprime una valenza sacra: Gesù nasce sotto una buona stella, e il mondo accorre in adorazione. Cosa videro i Re Magi nel cielo della Palestina? La stella di Betlemme ha un'indubbia rilevanza simbolica, e un probabile fondamento storico; tuttavia, resta un oggetto misterioso, e quindi del tutto degno di una ricerca approfondita. Come quella che ha compiuto Newton, seguendo la scia luminosa per tentare di conoscerla meglio, alla luce della scienza moderna. E pazienza se, per ricostruire con tutta l'accuratezza possibile quanto accadde nel cielo sopra Betlemme in quella notte di circa 2000 anni fa, occorre prima disfarsi di tanti luoghi comuni natalizi.
Per capire cosa è in realtà la stella di Betlemme è necessario innanzitutto circoscrivere il periodo della nascita di Gesù. Il Nuovo Testamento tramanda che Giuseppe di Nazareth e Maria si erano recati nella piccola città di Betlemme, in Giudea, per adempiere all' editto con cui l'Imperatore Augusto aveva disposto un censimento della popolazione. Maria avrebbe dato alla luce Gesù durante il soggiorno in questa città al crescere della luna. L'anno dell'editto di Augusto è stato indicato all'incirca come il 6 a.C.; la morte di re Erode, altro dato storico importante nella ricostruzione della cronologia, si fa risalire alla primavera del 4 a.C. Con queste date di riferimento, appare oggi probabile che la nascita di Gesù sia avvenuta, in realtà, tra il 7 e il 5 a.C.. A cosa è dovuta la discrepanza tra l'anno della nascita di Gesù e l'anno zero effettivamente stabilito? Probabilmente a un errore o a un'approssimazione più o meno arbitraria del monaco di origine scita Dionigi il piccolo, che nel VI secolo introdusse l'era cristiana; secondo i suoi calcoli, errati di qualche anno, Gesù nacque 753 anni dopo la fondazione di Roma. In ogni caso, come racconta il Nuovo Testamento, furono astrologi dei lontani Paesi orientali a rilevare la comparsa della stella, a interpretarla come segnale dell'imminente nascita del Re dei Giudei e a recarsi a Gerusalemme per chiedere a Erode, re dei Giudei in carica, dove fosse nato il suo successore. Sentito dai suoi saggi che le profezie indicavano Betlemme come luogo di nascita di un futuro re d'Israele, Erode inviò i Re Magi nella città della Giudea: "Essi, udito il Re, partirono; ed ecco, la stella che avevano veduto nel suo sorgere li precedeva, finché, giunta sopra il luogo dove era il fanciullo, si fermò" (Vangelo secondo Matteo, 2, 9). E fu così, vien quasi spontaneo aggiungere, che i tre Re Magi portarono in dono oro, incenso e mirra a Gesù Bambino, nato il 25 dicembre. Così dicendo, ci si espone tuttavia ad altri due errori. Il primo: Matteo parla di tre doni, ma dei Re Magi parla sempre in un plurale generico. Che fossero dunque in tre, come vuole la tradizione anche iconografica, è una conclusione quantomeno affrettata: certo fa comodo pensarlo, anche perché combacia con il concetto cristiano della Trinità. La loro eterogeneità (un anziano bianco, un giovane nero, un orientale di mezz'età) rafforza poi il concetto di adesione dell'umanità intera (tutte le età, tutte le razze) alla sovranità del Cristo. Ora, gli studi storici convergono sulla tesi che fossero astrologi venuti dalla Persia, adepti dello zoroastrismo, l'antica religione iranica che identificava il bene con la luce e dava, in generale, grande importanza alle stelle: un dettaglio, si vedrà più avanti, rilevante. Ma sul numero dei Re Magi non esistono certezze. Il secondo probabile errore è la fatidica data del 25 dicembre. La Bibbia qui non aiuta: neanche Matteo, degli evangelisti il più portato a illustrare la dimensione umana di Gesù, fa alcun cenno su stagione e data della nascita. Ci proverà ripetutamente la Chiesa, da quando l'editto di Costantino, nel 313, segna l'affermazione del cristianesimo nel mondo greco-romano, facendo in breve tempo della Chiesa cristiana la Chiesa imperiale. Diverse date vengono prese in considerazione. Finché, nel 354, la celebrazione della festa del Natale è attestata a Roma per il 25 dicembre, nel quindicesimo giorno della luna nuova. Il sospetto degli storici è che anche questa data fosse utile per stimolare l'adesione delle masse, fin lì dedite al culto delle divinità ellenico-romane (Giove, Marte e così via) alla nuova religione: Saturno, divinità agricola, veniva celebrato per una settimana a partire dal 17 dicembre, e il 25 era quindi l'ultimo giorno, quello culminante, dei Saturnalia. Anche la religione della divinità asiatica Mitra celebrava il 25 dicembre la rigenerazione del vigore del sole, dopo il solstizio d'inverno. Insomma, culture diverse e distanti come quella iranica e quella greco-romana celebravano il solstizio d'inverno collocando subito dopo questa data l'ingresso delle divinità nel mondo. E, probabilmente, resta valida la classica spiegazione antropologica: il solstizio d'inverno corrisponde al momento più freddo dell'anno, le ore di luce sono ridotte al minimo, i campi non danno frutti. Da quel momento in poi, le cose non faranno che migliorare: quindi, tanto vale fare un bella festa con gli avanzi delle ricchezze prodotte nel corso dell'anno.
L'affrancamento dall'obbligo di considerare il 25 dicembre come il giorno di Natale e l'anno zero come l'anno in cui effettivamente nacque Gesù, rende vana ogni speranza di valutare l'esatta natura della stella di Betlemme. Come ricorda l'astronoma Margherita Hack, "siccome mancano date di riferimento certe, anche le teorie più credibili si riducono a semplici ipotesi." Classificabili in due categorie: quelle che la identificano con un corpo del sistema solare (un grande meteorite, una cometa, un allineamento di Giove con Saturno), e quelle che suppongono che si tratti di stelle vere e proprie: una nova, una supernova, o una stella variabile. Ecco le ipotesi principali.
Il primo a formulare la supposizione, basata non su congetture scientifiche ma sul genio artistico, è Giotto (1267?-1337) quando dipinge una stella con una grande scia rossa nell'Adorazione dei Re Magi. È il 1305: poco prima, nel 1302, era apparsa la cometa di Halley, che aveva destato grande impressione. Come le molte comete che entrano ed escono nel sistema solare a intervalli più o meno regolari di alcuni decenni o di migliaia e migliaia di anni, così anche quella di Halley è di tipo periodico: si affaccia nei cieli con un ciclo di 76 anni. Quindi, in base alla matematica, dovrebbe essere comparsa nel 12 a.C.: troppo in anticipo per essere la stella di Betlemme. Era un meteorite? Le "stelle cadenti", o meteoriti, possono tracciare una scia di luce molto lunga e luminosa quando si vaporizzano al contatto con l'atmosfera terrestre. Tuttavia, il fenomeno delle stelle cadenti è istantaneo, non dura più di qualche secondo. Pertanto è difficile pensare che la stella di Betlemme, che doveva guidare il viaggio dei Re Magi, fosse una stella cadente. Era Venere? Se la stella di Betlemme era un astro particolarmente scintillante e luminoso, come tutto sembra suggerire, non è escluso che si trattasse di Venere, pianeta facile da scambiare per una stella. La sua traiettoria nella volta celeste potrebbe essere il riferimento per un viaggio terrestre. Nel periodo di massima luminosità, inoltre, Venere mostra anche di giorno uno scintillìo di colore dorato. Questo fenomeno si ripete regolarmente in un arco di tempo inferiore ai due anni e anche gli antichi lo conoscevano bene: Greci e Romani chiamavano Venere la "stella della sera" (o Espero, dal greco hespéra, ossia sera), perché spesso brilla al tramonto. Ma proprio qui sta il punto a sfavore: i Re Magi non si sarebbero messi in viaggio per un fenomeno che conoscevano bene. Occorreva qualcosa di più straordinario.
La prima ipotesi che coinvolge fenomeni davvero straordinari viene dal grande astronomo tedesco Johannes Kepler (1571-1630), ossia Keplero, famoso per le leggi sulle orbite dei pianeti: riguardo alla stella di Betlemme pensava che potesse trattarsi di una supernova. Una nova è una stella che all'improvviso brilla molto più del normale e dopo un certo periodo di tempo torna nell'oscurità; una supernova è una stella che alla fine della sua vita collassa su se stessa e implode, raggiungendo un'eccezionale luminosità, tale da renderla visibile anche di giorno. Nel 1572, l'astronomo danese Tycho Brahe (1546-1601), di cui Keplero era il pupillo, aveva effettuato minuziose osservazioni sulla comparsa di una supernova nella costellazione di Cassiopea. Il suo discepolo mise in relazione tali osservazioni con testimonianze sull'apparizione di novae nelle vicinanze di Cassiopea rispettivamente nel 952 e nel 1256, e concluse che doveva trattarsi della stessa stella che, evidentemente, aumentava la propria luminosità con esplosioni cicliche di circa 300 anni che la rendevano visibile. Quindi, risalendo di tre secoli in tre secoli, è plausibile che fosse questa la stella che accompagnò la nascita di Gesù.
Nel 1603, tuttavia, Keplero osservò una congiunzione tra Giove e Saturno e cambiò idea. Impressionato dal fenomeno, si dedicò a calcolarne la frequenza. Giove gira attorno al Sole in circa 12 anni, Saturno in circa 29. Di conseguenza, ogni 20 anni circa è possibile vedere Giove oltrepassare Saturno; in quel momento i pianeti sono allineati e molto ravvicinati. L'incontro avviene generalmente una sola volta, ma può anche verificarsi un fenomeno denominato "triplice congiunzione", in cui questi pianeti si avvicinano e si allontanano tre volte nell'arco di circa sei mesi. Questo si verifica quando Giove oltrepassa Saturno e i due pianeti si ritrovano in opposizione. Entrambi i pianeti sembrano arrestarsi una prima volta e poi procedere in direzione opposta (moto retrogrado); dopo essersi fermati una seconda volta, ritornano al moto diretto e tracciano un'ampia curva. Poiché le curve tracciate dai pianeti sono allineate, nel momento in cui Giove supera Saturno (prima con moto diretto, poi retrogrado e infine ancora diretto) il fenomeno di avvicinamento e allontanamento dei due pianeti si ripete per tre volte.La triplice congiunzione di Giove e Saturno è rara: si verifica solo una volta ogni 59 anni circa. Prima e dopo l'opposizione, poiché la distanza con la Terra è ridotta, la luminosità dei pianeti aumenta ed è facile che venga notata. In base ai calcoli di Keplero, avallati dalle verifiche più recenti, questo fenomeno doveva essersi verificato sullo sfondo della costellazione dei Pesci tra maggio, aprile e dicembre del 7 a.C. È dunque, forse, l'ipotesi più plausibile: anche perché combacia con la profezia citata in Matteo: "Da te [Betlemme] uscirà un capo che guiderà Israele, mio popolo". Ora, Giove rappresenta, nella mitologia, la figura di un re, di un capo; Saturno la Giustizia (e, per estensione, la guida); la costellazione dei Pesci, infine, rappresenta il popolo d'Israele, che Mosè condusse attraverso le acque del Mar Rosso. Non manca, infine, un suggestivo corollario a questa teoria: la triplice congiunzione di Giove e Saturno si ripeterà, nella costellazione del Toro, proprio nell'anno 2000.
Le intuizioni di Keplero hanno lasciato il segno; se ne tiene conto anche nella recente teoria della sovrapposizione di più fenomeni astronomici: da un lato, la congiunzione, dall'altro una cometa (citata nelle antiche registrazioni cinesi come "kakusei", stella passeggera). Questa potrebbe aver indotto i Re Magi a mettersi in viaggio, mentre l'apparente arresto del moto di Giove spiegherebbe come la presunta "stella" si sarebbe fermata sul luogo in cui si trovava Gesù. Infine giova ricordare un'ultima ipotesi: la stella di Betlemme, citata solo nel Vangelo di Matteo ma ripresa da tutta l'iconografia religiosa, non è mai esistita, ed è da intendersi come pura immagine divina a suggello della nascita del Messia. Secoli di congetture, teorie e ipotesi, rappresenterebbero solo il tentativo di trasformare in scienza una metafora religiosa. Un'ipotesi che, implicitamente, sembra avallata dalle parole di padre George Coyne, direttore della Specola, l'istituto astrofisico del Vaticano: "Non penso che sia un problema di astronomia, ma, piuttosto, di interpretazione biblica". La stella di Natale è dunque sostanzialmente circondata dall'oscurità del mistero; il che, in fondo, la rende ancora più brillante”


Giotto, Cappella degli Scrovegni
(è a Padova ed è un luogo che consiglio di visitare e ammirare!!)


Ps: nessun titolo diverso da quello di questo post potrebbe descrivermi meglio!!!