mercoledì 23 aprile 2014

I dieci ladri della tua energia




1- Lascia andare le persone che solo condividono lamentele, problemi, storie disastrose, paura e giudizio sugli altri. Se qualcuno cerca un cestino per buttare la sua immondizia, fa sì che non sia la tua mente.

2- Paga i tuoi debiti in tempo. Nel contempo fai pagare a chi ti deve o scegli di lasciarlo andare, se ormai non lo può fare.

3- Mantieni le tue promesse. Se non l'hai fatto, domandati perché fai fatica. Hai sempre il diritto di cambiare opinione, scusarti, compensare, rinegoziare e offrire un'alternativa ad una promessa non mantenuta; ma non
farlo diventare un'abitudine. Il modo più semplice di evitare di non fare una cosa che prometti di fare e dire NO subito.

4- Elimina nel possibile e delega i compiti che preferisci non fare e dedica il tuo tempo a fare quelli che ti piacciono.


5- Permettiti di riposare quando ti serve e dati il permesso di agire se hai un'occasione buona.




6- Butta, raccogli e organizza, niente ti prende più energia di uno spazio disordinato e pieno di cose del passato che ormai non ti servono più.




7- Dà priorità alla tua salute, senza il macchinario del tuo corpo lavorando al massimo, non puoi fare molto. Fai delle pause.




8- Affronta le situazioni tossiche che stai tollerando, da riscattare un amico o un famigliare, fino a tollerare azioni negative di un compagno o un gruppo; prendi l'azione necessaria.




9- Accetta. Non per rassegnazione, ma niente ti fa perdere più energia di litigare con una situazione che non puoi cambiare.




10-Perdona, lascia andare una situazione che è causa di dolore, puoi sempre scegliere di lasciare il dolore del ricordo.




DALAI LAMA

giovedì 17 aprile 2014

Ciao wegneun!!!




Un altro anno finito...valigie quasi pronte per partire...e chissà che ci riserverà il futuro?!?!?!



Nel frattempo finisco di mettere nella valigia le ultime cose....dunque...la lista è già bella e finita:

1. il sole (banale...ma provate a vivere un anno al sud e capirete)
2. le persone e gli amici...gli amici veri
3. l'orgoglio delle proprie radici e delle tradizioni
4. nostalgia
5. tristezza
4. il divertimento di tornare a giocare a pallavolo
5. il sorriso e la voglia di vivere il presente al meglio
6. la gioia di vivere
7. il coraggio dell'addio...che ho imparato a trasformare nel piacere dell'arrivederci...in ogni caso

. . . . .

così c'è tutto quello che mi serve per vivere il presente...
per il futuro va bene tutto questo più un ultimo paio di cosette:
7. i sogni e la speranza di realizzarli tutti

Ciao Molfetta!!!!
CIAO WEGNEUN!!!!!


lunedì 7 aprile 2014

lunedì 10 marzo 2014

Allocchi, nani e pallavolo

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto. Sdraiato nel letto sulla schiena dura come una corazza, bastava che alzasse un po' la testa per vedersi il ventre convesso, bruniccio, spartito da solchi arcuati; in cima al ventre la coperta, sul punto di scivolare per terra, si reggeva a malapena. Davanti agli occhi gli si agitavano le gambe, molto più numerose di prima, ma di una sottigliezza desolante.
«Che cosa mi è capitato?» pensò. Non stava sognando. (…) «E se cercassi di dimenticare queste stravaganze facendo un'altra dormitina?» pensò, ma non poté mandare ad effetto il suo proposito: era abituato a dormire sul fianco destro, e nello stato attuale gli era impossibile assumere tale posizione. Per quanta forza mettesse nel girarsi sul fianco, ogni volta ripiombava indietro supino. Tentò almeno cento volte, chiudendo gli occhi per non vedere quelle gambette divincolantisi, e a un certo punto smise perché un dolore leggero, sordo, mai provato prima cominciò a pungergli il fianco. «Buon Dio,» pensò, «che mestiere faticoso ho scelto!(...)... Ho molte più preoccupazioni che se lavorassi in proprio a casa, e per di più ho da sobbarcarmi a questa tortura dei viaggi, all'affanno delle coincidenze, a pasti irregolari e cattivi, a contatti umani sempre diversi, mai stabili, mai cordiali. All'inferno tutto quanto!»”




Kafka, La metamorfosi





Nelle ultime settimane ho seguito un po' di più l'aspetto televisivo del volley giocato visto che tra coppa e dirette televisive ci sono state molte occasioni. In più, incontrando squadre di alto livello, ho avuto modo di confrontarmi con i commenti e le critiche di moltissime persone accorse al palazzetto per vedere i migliori campioni dell'A1. Vi assicuro che, le sensazioni provate dal buon Gregor Samsa al suo risveglio sono poca cosa rispetto a quello che è successo a me, e che credo succeda in maniera maggiore a sportivi molto più esposti mediaticamente di quanto non sia io.

Innanzitutto è ovvio che le critiche e i commenti mi arrivano molto più facilmente dopo una partita persa o una brutta prestazione. Credo che questa dipenda dal fatto che, mentre le cose fatte bene vengono date per scontate e spesso non risaltano, quelle fatta male sono sempre clamorosamente evidenti! Ad onor del vero credo ci sia anche un altra motivazione(...la mia prima metamorfosi)! Da grande orgoglioso quale sono cerco di difendere ciò che faccio. Dopo un errore alzo subito le difese e mi trasformo in una sentinella attenta a intercettare l'attacco del nemico che, puntualmente e con costanza, prima o poi arriva. E' sicuro! I sensi sono sempre allerta: giornalista, allenatore, fruttivendolo o macellaio che sia, l'attacco è imminente! Per un po' non succede nulla, ma quando tutto sembra rientrato ecco che, il lunedì, al panificio, incontri la gentile e insospettabile vecchietta di turno che a sorpresa se ne esce con un classico che non è mai fuori moda: “certo che ci fate proprio penare”! “eh signora...cosa vuole...la prossima volta la faremo divertire di più”...sguscio via come un'anguilla prima che si intavoli un'improbabile discussione tecnico-tattica!...non contento di questa metamorfosi serpentina, telefono a un mio amico romano. E qui, pugnalato alle spalle, cedo: “certo che su quell'azione me parevi popo mi nonno pe quanto eri lento!”...stavolta le difese sono abbassate...e già incomincio a intravedere capelli bianchi(pochi nel mio caso) e rughe spuntare sul capo, mentre mi accingo a ricevere un'imprendibile battuta appoggiato al mio bastone di legno. Per fortuna la telefonata finisce. Affaticato dal peso dell'età che mi porto ora addosso cerco conforto in qualche social network. Apro la pagina dei tifosi e, leggermente sorpreso, trovo il post di un fan sfegatato che mi dà del “broccolo” sul web...in potenziale diffusione mondiale(grande invenzione internet!)...la situazione degenera: in un'improvvisa reminiscenza arcimboldiana mi ritrovo la faccia composta da verdure e frutta di varie genere. Cerco di capire cosa mi stia succedendo e, per calmarmi, vado a prendere un buon caffè al bar con uno sparuto gruppetto di amici. Quando tutto sembra acquietarsi una vocina da lontano rompe il silenzio:”certo che te n'eri andato proprio in banana ieri”. Nooo...anche tu che sei mia amica! Ero appena riuscito a ristabilire il contatto col mondo ed ecco che mi ritrasformo in mio nonno versione Arcimboldo!!! Ok...non ci siamo...devo star calmo...cerco di distrarmi leggendo il giornale. 

Oh, bene! C'è l'articolo sulla nostra partita. “...23 pari, la partita si spacca grazie a un gioco di prestigio di Cesarini...” ed ecco spuntarmi in testa un bel cilindro. Soddisfatto continuo a sfogliare il giornale con i miei guanti bianchi da prestigiatore. “...che su un appoggio facile si fa scomparire un semplice pallone tra le mani, regalando il 24esimo punto agli avversari”. Nooo...ma allora è un vizio. Nel frattempo, da dietro il bancone, il barista mi avvisa che il caffé e pronto e, non appagato di aver svolto in modo efficiente il suo mestiere, sentenzia:”certo che é proprio da allocchi prendere punto così”. Mi avvicino al bancone e con le mie ali piumate stringo la tazzina a fatica e bevo un caffè dal sapore amarissimo. Provate voi ad aprire una bustina di zucchero con un paio di ali! Vorrei volarmene via, ma sono in compagnia. Devo restare. Vedendomi decisamente giù di corda, i miei amici cercano di distrarmi mettendo in evidenza le poche cose buone che ho fatto...non tante, ma qualcuna ce n'é. E' così che il mio ego riprende forza trasformando un brutto allocco in uno splendido e vanitosissimo cigno(lo so che la storia non è proprio così...ma questa non è una favola!). Soddisfatto di come sta girando la giornata mi metto quieto a rimirare le mie splendide qualità e il mio piumaggio bianco. L'acqua intorno a me è calma...foglie di piante acquatiche coprono la superficie. Toh! Alla tv, nascosta tra le bottiglie di whiskey e i liquori, danno la replica della partita di ieri. “Una scontro tra i primi e gli ultimi in classifica ma dall'esito non così scontato” dice la voce alla telecronaca. “una squadra di giganti contro un team molto combattivo”. Ed ecco che, non facendo parte dell'esercito dei giganti, infilo l'elmo in testa e chiedo in prestito a Gimli (direttamente dal "la compagnia dell'anello" di Tokien) la sua ascia forgiata dai migliori fabbri delle miniere dei nani. Tutto è pronto per il combattimento. L'arbitro fischia e la partita comincia...


...beh...



...probabilmente senza l'armatura di metallo sarei stato un po' più veloce in campo...”pazienza signora, ci rifaremo alla prossima! Faccia un salto al palazzetto, vedrà che si divertirà”.

sabato 1 marzo 2014

Pensieri...G.G. Marquez

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di piu'; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Mi attiverei quando gli altri si fermano, e mi sveglierei quando gli altri si addormentano.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata.

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando allo scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l'uscita del sole. Dipingerei sulle stelle un sogno di Van Gogh, una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat; sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e l'incarnato bacio dei loro petali...

Dio mio, se avessi un pezzo di vita... non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene, che l'amo. Convincerei ogni donna e ogni uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.
Ad un bambino darei delle ali, ma lascerei che impari a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, uomini...
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicita' e' nella maniera di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l'ha afferrato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall'alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che  ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.

Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto li ami".

Gabriel Garcia Marquez

mercoledì 15 gennaio 2014

Convinzioni personali e miglioramenti!



"E tu non t'incantare troppo su queste teche. Di frammenti della croce ne ho visti molti altri, in altre chiese. Se tutti fossero autentici, Nostro Signore non sarebbe stato suppliziato su due assi incrociate, ma su di una intera foresta."
"Maestro!" dissi scandalizzato.
"È così Adso. E ci sono dei tesori ancora più ricchi. Tempo fa, nella cattedrale di Colonia vidi il cranio di Giovanni Battista all'età di dodici anni."
"Davvero?" esclamai ammirato. Poi, colto da un dubbio: "Ma il Battista fu ucciso in età più avanzata!"
"L'altro cranio dev'essere in un altro tesoro" disse Guglielmo con viso serio.
dal libro "Il nome della rosa" di Umberto Eco

Dedicato a chi vuol far vedere di avere la conoscenza assoluta (un tesoro unico) e cerca di convincere tutti gli altri di questo. Dedicato a chi pensa di sapere tutto e non si accorge della sua piccolezza. Quindi un po’ anche a me!

Nello sport spesso succede di incontrare di questi personaggi…ognuno ha le sue convinzioni e, soprattutto per chi pratica attività ad alto livello, è utile tenersele strette….o no?
In linea teorica sì. Il primo pensiero che un atleta ha quando gli viene fatta una critica, specialmente da persone con curricula sportivi inferiori, è: “io facendo così ho ottenuto risultati migliori dei tuoi. Perché dovrei starti ad ascoltare?”. Corretto e assolutamente impossibile controbattere. Ma è la strada migliore per evitare di migliorare.

Le idee, come le parole, non hanno padrone. Non esistono parole false o idee sbagliate: il problema è chi le genera e le dice. Partendo da questo presupposto è facile concludere rubando le parole all’apostolo Paolo che, nella prima lettera ai Tessalonicesi, scrive: “esaminate tutto e tenete ciò che è buono”.
Ascolto, attenzione, pazienza, sopportazione a volte…autoanalisi: così si cresce e si migliora! Assolutamente vietato essere permalosi e rinchiudersi in se stessi…è il miglior modo per perdersi e smettere di andare avanti!
Qual è la difficoltà di tutto ciò: chiudendosi in se stessi e restando fermi nelle proprie posizioni si è protetti e non si prendono critiche né offese (inteso non come banali insulti ma come attacchi al  proprio ego). A volte si può anche vedere un mondo migliore...ma consapevolmente adattato! Diciamo che ci si prende un po' in giro da soli per evitarsi fastidi (o almeno così vengono vissuti gli imprevisti) più grossi.



Al contrario aprirsi agli altri può procurare dolori e ferite…anzi, questo succede nella maggior parte dei casi! A queste situazioni, però, non si deve rinunciare: sono necessarie per crescere, capire e acquistare consapevolezza di sé!

Secondo me è questa la base per diventare uomini e sportivi migliori: ascolto, analisi e umiltà…ed è per questo che è un obiettivo  difficile da raggiungere e non alla portata di tutti!
Ma è anche vero che, proprio per questo, non si può smettere di migliorare ad un’età precisa: fino alla fine della propria carriera sportiva si può cambiare….e fino alla fine della propria vita si può diventare uomini migliori!!!

mercoledì 18 dicembre 2013

Controllo delle situazioni


Chi ha un minimo a che fare con la pallavolo avrà sentito milioni di volte questa frase:

"La pallavolo e' uno sport di situazione ...". Nonostante i gesti tecnici siano pochi (bagher, palleggio, muro, schiacciata e battuta) non si verifica mai due volte la stessa situazione. Ogni azione ha le sue peculiarità e le sue difficoltà: non esiste l'azione perfetta. Chi controlla meglio il maggior numero di situazioni vince la partita.

Ma cosa si intende per "controllo di una situazione"?? Semplicemente la possibilità di poter intervenire su di essa modificandola a nostro vantaggio o come preferiamo! Si ha il controllo di una situazione quando possiamo decidere come l'azione si svilupperà e/o quando terminerà.

In generale succede la stessa cosa nella vita. La differenza fondamentale tra vita e sport è a priori: nello pallavolo, attraverso l'analisi tattica, abbiamo la possibilità di prevedere quando e come una situazione si può presentare...quindi possiamo esser preparati a risolverla. Nella vita no...per questo è più difficile. Il "non conoscere" implica paura nella maggior parte dei casi. Il "non controllo" anche!!!



Ora mi piacerebbe parlare di come si controllano le situazioni dello sport e della vita...ma non ho la ricetta giusta. In generale si può dire che ad  ogni problema corrispondono molteplici soluzioni che, attraverso differenti passaggi, conducono alla stessa conclusione. Io credo che non sia tanto importante conoscere le soluzione migliore (anche se aiuta) quanto possedere almeno una soluzione possibile! Rientrando esclusivamente nel campo pallavolistico l'esempio è facile: è più importante fare punto con una schiacciata fortissima nei tre metri o con un pallonetto? Semplicemente è uguale...l'importante è fare punto. In base alla situazione di gioco che ci si presenta davanti dovremo scegliere tra una soluzione o l'altra...o magari ci sarà
indifferente perché entrambe saranno adatte allo scopo. L'importante è avere la soluzione per controllare (o per terminare) la situazione.

Nella vita e nello sport non si può controllare tutto. Cosa succede quando qualcosa non si può controllare? Solitamente ci si dispera...a volte ce la prendiamo con la sorte, con gli altri o con qualsiasi scusa che ci ritroviamo tra le mani. Cosa cambia facendo così? Nulla...a parte il fatto che sprechiamo energie inutilmente e spesso ci creiamo anche altri problemi!



Se si può controllare una soluzione bisogna farlo...e le forze per farlo si trovano già dentro di noi. Se non si può controllare è inutile disperarsi: bisogna  accettare la situazione e sopportare. Ciò non vuol dire arrendersi, ma impiegare le forze che abbiamo per controllare ciò che si può finché non si capisce come controllare il resto. E' se una situazione non si potrà controllare mai? Beh...a maggior ragione: perché sprecare energie, tempo e salute per provare a farlo?

L'essere umano è forte...e di soluzioni incontrollabili ce ne sono poche...e spesso anche in quelle ci sono aspetti positivi. Il giocatore di pallavolo in linea teorica non ha azioni incontrollabili...ma nessun giocatore è in grado di controllarle tutte.  Quali sono i giocatori più forti? Quelli che controllano più situazioni...e lo sport permette quotidianamente di allenarsi per farlo.

Conclusione: ogni problema ha una o più  soluzioni...il modo per trovarle solitamente si trova in noi!!!

Quanto è bello risolvere un problema? Vincere una partita? Raggiungere un obiettivo?

Calma, positività e consapevolezza di sé...e ci si diverte un mondo a giocare!!!...e a vivere!!!