sabato 1 marzo 2014

Pensieri...G.G. Marquez

Se per un istante Dio dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi regalasse un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di piu'; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce. Mi attiverei quando gli altri si fermano, e mi sveglierei quando gli altri si addormentano.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata.

Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei in maniera semplice, mi sdraierei beato al sole, lasciando allo scoperto non solo il mio corpo ma anche la mia anima.
Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l'uscita del sole. Dipingerei sulle stelle un sogno di Van Gogh, una poesia di Benedetti, e una canzone di Serrat; sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e l'incarnato bacio dei loro petali...

Dio mio, se avessi un pezzo di vita... non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene, che l'amo. Convincerei ogni donna e ogni uomo che sono i miei preferiti e vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia, senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.
Ad un bambino darei delle ali, ma lascerei che impari a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, uomini...
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicita' e' nella maniera di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato prende col suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, l'ha afferrato per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall'alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora. Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi "ti amo" e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che  ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò. Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.

Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d’amore che conosci.
Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto li ami".

Gabriel Garcia Marquez

mercoledì 15 gennaio 2014

Convinzioni personali e miglioramenti!



"E tu non t'incantare troppo su queste teche. Di frammenti della croce ne ho visti molti altri, in altre chiese. Se tutti fossero autentici, Nostro Signore non sarebbe stato suppliziato su due assi incrociate, ma su di una intera foresta."
"Maestro!" dissi scandalizzato.
"È così Adso. E ci sono dei tesori ancora più ricchi. Tempo fa, nella cattedrale di Colonia vidi il cranio di Giovanni Battista all'età di dodici anni."
"Davvero?" esclamai ammirato. Poi, colto da un dubbio: "Ma il Battista fu ucciso in età più avanzata!"
"L'altro cranio dev'essere in un altro tesoro" disse Guglielmo con viso serio.
dal libro "Il nome della rosa" di Umberto Eco

Dedicato a chi vuol far vedere di avere la conoscenza assoluta (un tesoro unico) e cerca di convincere tutti gli altri di questo. Dedicato a chi pensa di sapere tutto e non si accorge della sua piccolezza. Quindi un po’ anche a me!

Nello sport spesso succede di incontrare di questi personaggi…ognuno ha le sue convinzioni e, soprattutto per chi pratica attività ad alto livello, è utile tenersele strette….o no?
In linea teorica sì. Il primo pensiero che un atleta ha quando gli viene fatta una critica, specialmente da persone con curricula sportivi inferiori, è: “io facendo così ho ottenuto risultati migliori dei tuoi. Perché dovrei starti ad ascoltare?”. Corretto e assolutamente impossibile controbattere. Ma è la strada migliore per evitare di migliorare.

Le idee, come le parole, non hanno padrone. Non esistono parole false o idee sbagliate: il problema è chi le genera e le dice. Partendo da questo presupposto è facile concludere rubando le parole all’apostolo Paolo che, nella prima lettera ai Tessalonicesi, scrive: “esaminate tutto e tenete ciò che è buono”.
Ascolto, attenzione, pazienza, sopportazione a volte…autoanalisi: così si cresce e si migliora! Assolutamente vietato essere permalosi e rinchiudersi in se stessi…è il miglior modo per perdersi e smettere di andare avanti!
Qual è la difficoltà di tutto ciò: chiudendosi in se stessi e restando fermi nelle proprie posizioni si è protetti e non si prendono critiche né offese (inteso non come banali insulti ma come attacchi al  proprio ego). A volte si può anche vedere un mondo migliore...ma consapevolmente adattato! Diciamo che ci si prende un po' in giro da soli per evitarsi fastidi (o almeno così vengono vissuti gli imprevisti) più grossi.



Al contrario aprirsi agli altri può procurare dolori e ferite…anzi, questo succede nella maggior parte dei casi! A queste situazioni, però, non si deve rinunciare: sono necessarie per crescere, capire e acquistare consapevolezza di sé!

Secondo me è questa la base per diventare uomini e sportivi migliori: ascolto, analisi e umiltà…ed è per questo che è un obiettivo  difficile da raggiungere e non alla portata di tutti!
Ma è anche vero che, proprio per questo, non si può smettere di migliorare ad un’età precisa: fino alla fine della propria carriera sportiva si può cambiare….e fino alla fine della propria vita si può diventare uomini migliori!!!

mercoledì 18 dicembre 2013

Controllo delle situazioni


Chi ha un minimo a che fare con la pallavolo avrà sentito milioni di volte questa frase:

"La pallavolo e' uno sport di situazione ...". Nonostante i gesti tecnici siano pochi (bagher, palleggio, muro, schiacciata e battuta) non si verifica mai due volte la stessa situazione. Ogni azione ha le sue peculiarità e le sue difficoltà: non esiste l'azione perfetta. Chi controlla meglio il maggior numero di situazioni vince la partita.

Ma cosa si intende per "controllo di una situazione"?? Semplicemente la possibilità di poter intervenire su di essa modificandola a nostro vantaggio o come preferiamo! Si ha il controllo di una situazione quando possiamo decidere come l'azione si svilupperà e/o quando terminerà.

In generale succede la stessa cosa nella vita. La differenza fondamentale tra vita e sport è a priori: nello pallavolo, attraverso l'analisi tattica, abbiamo la possibilità di prevedere quando e come una situazione si può presentare...quindi possiamo esser preparati a risolverla. Nella vita no...per questo è più difficile. Il "non conoscere" implica paura nella maggior parte dei casi. Il "non controllo" anche!!!



Ora mi piacerebbe parlare di come si controllano le situazioni dello sport e della vita...ma non ho la ricetta giusta. In generale si può dire che ad  ogni problema corrispondono molteplici soluzioni che, attraverso differenti passaggi, conducono alla stessa conclusione. Io credo che non sia tanto importante conoscere le soluzione migliore (anche se aiuta) quanto possedere almeno una soluzione possibile! Rientrando esclusivamente nel campo pallavolistico l'esempio è facile: è più importante fare punto con una schiacciata fortissima nei tre metri o con un pallonetto? Semplicemente è uguale...l'importante è fare punto. In base alla situazione di gioco che ci si presenta davanti dovremo scegliere tra una soluzione o l'altra...o magari ci sarà
indifferente perché entrambe saranno adatte allo scopo. L'importante è avere la soluzione per controllare (o per terminare) la situazione.

Nella vita e nello sport non si può controllare tutto. Cosa succede quando qualcosa non si può controllare? Solitamente ci si dispera...a volte ce la prendiamo con la sorte, con gli altri o con qualsiasi scusa che ci ritroviamo tra le mani. Cosa cambia facendo così? Nulla...a parte il fatto che sprechiamo energie inutilmente e spesso ci creiamo anche altri problemi!



Se si può controllare una soluzione bisogna farlo...e le forze per farlo si trovano già dentro di noi. Se non si può controllare è inutile disperarsi: bisogna  accettare la situazione e sopportare. Ciò non vuol dire arrendersi, ma impiegare le forze che abbiamo per controllare ciò che si può finché non si capisce come controllare il resto. E' se una situazione non si potrà controllare mai? Beh...a maggior ragione: perché sprecare energie, tempo e salute per provare a farlo?

L'essere umano è forte...e di soluzioni incontrollabili ce ne sono poche...e spesso anche in quelle ci sono aspetti positivi. Il giocatore di pallavolo in linea teorica non ha azioni incontrollabili...ma nessun giocatore è in grado di controllarle tutte.  Quali sono i giocatori più forti? Quelli che controllano più situazioni...e lo sport permette quotidianamente di allenarsi per farlo.

Conclusione: ogni problema ha una o più  soluzioni...il modo per trovarle solitamente si trova in noi!!!

Quanto è bello risolvere un problema? Vincere una partita? Raggiungere un obiettivo?

Calma, positività e consapevolezza di sé...e ci si diverte un mondo a giocare!!!...e a vivere!!!


venerdì 1 novembre 2013

Caso...sorte...fortuna....

"uno degli aspetti più fastidiosi dell'essere umano è la ridicola convinzione che non siamo responsabili delle conseguenze delle nostre azioni, come testimonia l'infantile disinvoltura con cui troppo spesso attribuiamo alla volontà del fato il disastroso esito delle nostre cazzate."

M. Malvaldi - Il gioco delle tre carte



Cos'è la fortuna? La capacità di farsi trovare pronti quando è necessario esserlo...o come dice qualcuno più elegante di me con le parole: "la fortuna è quando la preparazione incontra l'opportunità".

Qual è il problema?? Aspettare il momento buono...forse sarà solo uno...forse sarà molto lontano nel tempo...di sicuro arriva!!!
Quanto costa aspettare?? Specie nei momenti molto difficili è più facile mollare tutto...a che pro? Nessuno!!!! Avanti tutta sempre al massimo e vivere la vita!!!



venerdì 13 settembre 2013

Numeri

NUMMERI
di Trilussa

- Conterò poco, è vero: 
- diceva l'Uno ar Zero - 
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te, 
lo sai quanto divento? Centomila. 
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore 
che cresce de potenza e de valore 
più so' li zeri che je vanno appresso. 

1944

lunedì 2 settembre 2013

Alibi e comunicazione: alto o lento??

Molfetta e il suo coach.    Idee chiare in campo e meccanismi per evitare fraintendimenti e ALIBI .......non per nulla è il secondo di Velasco all'Iran.

Ipse dixit (in un italiano un po' più incerto): "da oggi la palla alta, così come l'avete sempre intesa, non la chiameremo più palla alta ma palla lenta. Quindi se un posto 4 vuole attaccare ma ha bisgno di più 
tempo per preparare meglio la rincorsa dovrà urlare "lenta" e non "alta". Chiaro?"

Ma perché?!??!??!??!?

L'idea è tanto semplice quanto efficace: se il palleggiatore sbaglia un'alzata di palla veloce,  magari lasciandola un po' corta,   ovviamente il posto 4 gli dirà: la voglio più alta.   Ma se il palleggiatore sbaglia un'alzata di palla  alta tenendola troppo veloce,   il posto 4 gli dirà ugualmente: la voglio più alta!

Dunque,   come è possibile che due errori di natura diversa, il primo legato allo spazio e il secondo legato al tempo,   abbiano la stessa soluzione?

Impossibile!!! Quindi per aiutare il palleggiatore il posto 4 dovrà:
1 fare la giusta chiamata al palleggiatore
2 mettere a terra il suo attacco o quantomeno non sbagliare
Poi ci pensa l'allenatore eventualmente!

Conclusione:      la definizione di  "palla alta" è la più comunemente accettata e usata nel volley giocato ma sicuramente è la più imprecisa tra le due.

Oggi in allenamento,   tra le altre cose,   abbiamo imparato l'importanza di avere una comunicazione corretta all'interno di una squadra e abbiamo escluso una possibile situazione di incomprensione in fase di gioco  (che facilmente diventa un alibi).



Aggiunta personale: in generale l'italiano sta perdendo il suo smalto perché nessuno dà più il giusto peso alle parole. La nostra lingua è un patrimonio: l' Italia è l'unica nazione al mondo che si è unita prima culturalmente (a livello linguistico, per essere precisi) che geograficamente!! Bisogna ricordarselo e andarne fieri!!...e usare la parole giuste nel modo giusto!
O, per parafrasare Calvino, bisogna usare le "parole esatte".

Mica male per essere solo il primo allenamento col coach della stagione!!!

domenica 1 settembre 2013

La strada mia

La strada mia

La strada è lunga, ma er deppiù1 l'ho fatto:
so dov'arrivo e nun me pijo pena.
Ciò er core in pace e l'anima serena
der savio che s'ammaschera da matto.

Se me frulla un pensiero che me scoccia
me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino:
poi me la canto e seguito er cammino
cor destino in saccoccia.

(Trilussa)